Da Fasano Sotto a Fasano Sopra

 

"E per chi vuol viver sano, non c'è altro che Fa-sano" , sostengono i Fasanesi. Il nome del loro borgo, che si estende fra il torrente di Rio Torto e il torrente Bornico, sembra che derivi piuttosto da fagiano. Nelle antiche mappe si trova, infatti, il nome di Fagitania, terra di fagiani. Si parte dalla fermata dell'autobus di Fasano Sotto salendo lungo via Cipani. ."A Fasano si chiama Cipani una famiglia su tre" osservava, già nel 1900, lo scrittore tedesco Paul Heyse nella sua Novella "Lettere Antiquarie" . Una visita al cimitero, da cui si passerà salendo a Fasano Sopra, ne darà conferma.

Al primo incrocio troviamo Villa Pedrazzi (anche Villa Ideale), costruita dall'architetto salodiano Beniamino Serri, lo stesso che ristrutturò anche la chiesa della Natività di Maria a Gardone Sotto. La villa, con le sue caratteristiche finestre ad arco ed eleganti lesene, venne ideata e costruita nel 1910 ad uso restaurant e poi affittata per villeggiatura privata. Qui, durante la Repubblica di Salò (1943-1945), visse Georg Zachariae, il medico personale di Mussolini. Si gira a sinistra e si sale per via Resola. Un cartello "punto panoramico" ci porta ad uno dei luoghi più suggestivi di Fasano Sopra. E' uno spazio al culmine di una collinetta a forma circolare. La montagnetta, con le sue terrazze che dal basso verso l'alto si stringono in cerchi, assomiglia a una spirale. E proprio a questo fatto è dovuto il suo nome: Riolet (= "rotolo", in dialetto "riol").

Ritornati sulla strada principale si raggiunge la chiesetta di Fasano Sopra. Dopo la peste del 1575 venne dedicata ai Santi Martiri Fabiano, papa martirizzato nel 250, e Sebastiano, soldato romano martirizzato nel 286, ritenuti taumaturgici contro, appunto, le pestilenze. La loro festa si celebra solennemente la terza domenica di gennaio, occasione in cui tutto il borgo viene decorato a festa. Per il ritorno seguiamo il percorso delle processioni di una volta che si svolgevano per propiziare la semina e il buon raccolto nei giorni precedenti l'Ascensione. Una di queste cominciava proprio sotto la nostra chiesetta. Attraversiamo dunque, un volto (via Castello) e proseguiamo, scendendo in direzione sud, cioè tenendoci a destra, tra uliveti e giardini. Raggiungiamo Villa del Sogno e Villa Gemma, per poi proseguire lungo Corso Zanardelli fino al nostro punto di partenza.