Alla Pagoda

Passeggiata  impegnativa  di  due  ore  da  Gardone  Sotto,  attraverso  Morgnaga, fino  alla  Pagoda  e  ritorno  attraverso Montecucco  e  Gardone  Sopra. Dislivello:  350 mt.

Il  percorso  ha  inizio  da  via  Val Fiorita  che,  nella  sua  parte  superio-re,  diventa  un  sentiero  che  attraversa  un  uliveto  lungo  un  torrentello, per  sbucare  in  via  Trieste,  in  vista del  "Castello  di  Morgnaga"  circondato  da  un  giardino  a  più  livelli  e arrichito  da  fontane  e  statue.

Invece di entrare a Morgnaga dalla strada principale,  prendiamo,  a  destra,  via della Fontanella, dove troviamo l'antico e caratteristico  lavatoio,  struttura superstite  di  altre  epoche,  quando  le donne  della  borgata scendevano  a lavare  i panni.  Più avanti, salendo la via  Filippini,  ci  fermiamo  ad  un punto-sosta  attrezzato  nei  pressi  di un  curioso  gazebo  a  forma  di  pagoda,  che  dà  il  nome  alla  nostra  passeggiata.

Si  prosegue  quindi  fino  ad  incontrare,  alla quota  massima di 356  mt, la  strada  di  collegamento  per  San Michele.  La vista che  si apre  davanti  a  noi  ci  ispira rispetto  per la laboriosità  dei  nostri  antenati che,  già trecento  anni  fa,  seppero  sistemare quella  immensa  rete  di  terrazzamenti  per  la  coltivazione dell'olivo,  che fino  ai  nostri  giorni  modella  la forma  e  l'aspetto  di  Gardone Riviera.  Scendiamo  e prendiamo a destra (cartello "Gardone Sopra") l'acciotolata  via  Ceriolo  che,  fino  al 1953,  fu  la principale  via  di  comunicazione  tra  il  monte  ed  il piano.

L'ultima  parte  della  nostra  passeggiata  presenta  curiosità  per  gli amanti  della botanica.  Innanzi  tutto in  località  Montecucco  due  cipressi secolari spiccano  davanti  alla  santella  dedicata a san Valentino.  Il motivo  della  Madonna  con  l'uccellino sulla  facciata  della  santella  è  ripreso liberamente  da  un  rilievo marmoreo  tardotrecentesco  della  chiesa  di San  Nicolò  di  Gardone.

 

Lasciando  la  santella  a  destra,  prendiamo  via  Montecucco,  stretta  e caratteristica  via  centrale  dell'omonimo  borgo  sulla  quale  si  aprivano le  stalle  dei  contadini  dediti  soprattutto  alla  coltivazione  degli  ulivi. Scendendo  via  Dosso  e  già  in  vista di  piazza  dei  Caduti troviamo,  ad  un incrocio,  la  seconda  curiosità:  un grosso  gelso,  ultimo  testimone  della bachicoltura,  che,  con  54  fornelli, fu  un  importante settore economico del paese fino  a cent'anni fa.

E  a  100  metri,  in  piazza  Garibaldi, eccone  un'altra:  un  antichissimo Castello  di  Morgnaga Santella  di  Montecucco mandorlo  la  cui  fioritura  avviene ogni  anno  a  metà  marzo  ed  è  attesa  con  impazienza  dai  Gardonesi, perché  annuncia  l'arrivo  della  primavera.  "Dulcis  in  fundo"  davantial  Palazzo  municipale  il  leccio,  a quanto si dice,  più grande dell'Italia Settentrionale.

E'  così  grande  che  il  cedro  del Libano  ed  il  pino  d'Aleppo  ai  suoi fianchi,  monumentali  anch'essi,passano  quasi  inosservati. E  finalmente,  a  conclusione,  l'ultima  meraviglia  di  questa  passeggiata: un'enorme  Cinnamomum  camphora  che  possiamo  ammirare  alla  fine del  lungolago.