Chiese di Salò

DUOMO DI SALO' - SANTA MARIA ANNUNZIATA

P.zza Duomo
orari di apertura: dalle  8.30 alle  12.00 e dalle 15.30 alle  19.00

 

Notizie storiche

Dedicato all'Annunziata, fu ricostruito su un edificio più antico tra il 1453 e il 1502 in forme tardo-gotiche, diviso a tre navate da colonne in pietra grigia. Di tale costruzione rimangono le strutture del campanile e delle finestre con cornici in cotto sul fianco destro e la Sala del Capitolo dove campeggiano affreschi quattrocenteschi. Nello stesso periodo intorno al Duomo fu tutto un susseguirsi di cantieri di palazzi su portici voltati a seguire il tessuto gotico dei vicoli.
Tra il 1506 e il '09 venne aggiunto il portale rinascimentale di Gaspare da Coirano.
Della fine del XVI sec. sono le decorazioni delle volete ogivali di Tommaso Sandrini. Nello stesso periodo vengono aperte anche le cappelle laterali.

La storia del Duomo di Salò comincia nel 1418, quando il Comune della cittadina lombarda riceve da papa Martino V l'autorizzazione a rimodernare l'antica pieve di S. Maria Annunciata, ormai ridotta a un rudere.
Nell'autunno 1453 l'architetto Filippo delle Vacche da Caravaggio, che aveva ricevuto l'incarico di progettare il nuovo edificio, fu chiamato ad avviare i lavori. La sola certezza è che l'autore del progetto per il duomo di Salò appartiene a quella cultura di transizione tra gotico e

 

 

Nel 1493 venne collocato nel presbiterio il grande Crocifisso scolpito da Giovanni Teutonico più di quarant'anni prima, di fattura nervosa e di straordinario virtuosismo tecnico nella resa del reticolo delle vene sul corpo di Cristo e delle gocce di sangue che scorrono dalle ferite del capo e del costato. In quel momento il Crocifisso era il solo oggetto d'arte della chiesa, fatta eccezione per qualche modesto affresco alle pareti: era vuota, infatti, la cornice lignea commissionata nel 1473 a Bartolomeo da Isola Dovarese, compiuta nel 1475, e brillante esempio di intaglio tardogotico, tutto trafori e finezze decorative.
Nel 1500, finalmente, si trovò una soluzione: si decise di collocare nella cornice dieci statue lignee, che dovevano raffigurare la Madonna col Bambino,

il Cristo risorto e i santi protettori delle otto chiese dipendenti dall'antica pieve di Salò. Le statue furono commissionate a Pietro Bussolo, artista di origine forse milanese, e di cultura affinata sugli esempi pittorici di Foppa e di Zenale, che le consegnò l'anno successivo, nel 1501. Per la finitura pittorica fu chiamato un "magister Vincentius pictor" che la critica ha proposto di identificare con Vincenzo Foppa.

Nel 1506 fu affidata a un "Gasparo da Milano" e a un "Antonio da Como citadin de Bresa" la costruzione del portale maggiore del Duomo: la critica identifica solitamente il primo con Gaspare da Coirano e il secondo con uno dei principali collaboratori di Gasparo, Antonio della Porta, detto il 'Tamagnino'. Conferma l'ipotesi anche la cultura che mostra il portale, ben diversa dai moduli tardogotici del resto dell'edificio, e vicina, piuttosto, per eleganza e sobrietà, a certe soluzioni che si andavano adottando in quel tempo alla Loggia, aggiornate sulle novità bramantesche.
Dell'antica decorazione murale, eseguita a partire dalla fine del XV secolo, nulla sopravvive, per i rifacimenti e le diverse campagne di restauro che, nel corso del XIX secolo e soprattutto dopo il terremoto del 1901, alterarono profondamente il volto della chiesa: e dispersioni e integrazioni hanno modificato anche l'arredo pittorico originale. Nel 1906, dopo il terremoto che aveva gravemente lesionato l'antica chiesa di S. Bernardino, si decise di trasferire in Duomo i dipinti più importanti che l'edificio conservava: tra gli altri, due opere di Romanino.

(testo tratto da: www.lombardiabeniculturali.it)