Il Borgo di Salò

L’estimo di Salò dell’anno 1449, il più antico tra quelli che si conservano nell’Archivio d’antico regime del Comune, fornisce un quadro urbanistico sufficientemente dettagliato del burgum Salodi (Salaude nel 1016) in epoca tardo medievale, anche se incompleto, in quanto i beni appartenenti a istituzioni pubbliche, civili e religiose, erano esenti da imposte e pertanto non venivano censiti.

Contrada del Carmine

Esterna al borgo, negli estimi dei secc. XV-XVI era chiamata contrada della Fornace, per “una fornase da cuocer coppi, quadrelli et simili” che si trovava oltre il fossato (rio Coriano). Deve il nome alla presenza nei secc. XVI-XIX di una chiesa dedicata a Santa Maria del Carmine e di un convento di frati Carmelitani, anch’essi esterni alla muraglia. Alla fine del sec. XIX la chiesa venne demolita per far posto ad una nuova strada, oggi via Brunati, e ricostruita poco lontano in viale Angelo Landi.

Contrada della Fossa
Prende il nome dalla fovea fortilitii, cioè dal fossato che circondava all’esterno la muraglia del borgo. Da questa parte la fossa era tanto profonda che le acque del lago vi penetravano fino a lambire la Rocca.
Contrada dell'Era

Piccola contrada medievale con sole 4 case, compresa tra la Fossa e via Teatro Vecchio. Il nome deriva dal basso latino hera e significa aia, come tuttora nel dialetto bresciano e salodiano. Confinava con un’altra piccola contrada detta del Monastero, composta da una sola casa, la quale a sua volta confinava a mattina con la contrada di San Giovanni.

Contrada di San Giovanni

Contrada medievale che comprendeva le case attorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista, risalente probabilmente al sec. VII e totalmente rimaneggiata nel 1727. È documentata dal sec. XV, quando era chiamata contrada di San Giovanni Capitis burgi. Qui si trovava l’Ospedale di San Giovanni, istituito nel 1395 a seguito di un legato di Zambellino Bolzati, il cui nome figura come primo benefattore in una lapide posta all’ingresso dell’odierno Ospedale cittadino.

Contrada di Sant'Antonio

Il nome della contrada, ancora esistente, deriva dalla chiesa di Sant’Antonio da Padova del 1646, che sorge nell’omonima piazza ricavata dalla demolizione degli edifici gravemente compromessi dal terremoto del 1901. Era la contrada Bissone nel sec. XV e di San Marco nei secc. XVIXVIII, denominazioni derivate probabilmente dallo scudo visconteo e successivamente dall’emblema veneziano, murati alla base della Torre delle Ore, a significare le due dominazioni succedutesi nel 1426 in Riviera.

Contrada San Carlo

Contrada dal sec. XVII, dalla statua dedicata a San Carlo, patrono di Salò, eretta nel 1619 per iniziativa e con il contributo degli abitanti della contrada di San Giovanni. Comprendeva le case attorno allo slargo in cui si trova la statua; nel medioevo vi era qui la contrada Pusterla, costituita da 13 case, ridotta a quattro nel sec. XVIII e poi estintasi. 

Porta dell'Orologio

Già porta della Rocca nel sec. XV e porta Nuova nei secc. XVI-XVIII. Per Rocca si deve intendere una vicina fortificazione che si trovava esternamente alle mura e comprendeva anche una torre, già nel sec. XVI detta dell’Orologio o delle Ore (che divenne poi sede dell’accademia degli Unanimi), sulla quale appunto era posto uno dei cinque orologi pubblici.